Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale, Paola 1 Agosto 2020
6a Domenica Ordinaria, 15 febbraio 2026
Avete inteso che vi fu detto... ma io vi dico!
Pieno compimento della Legge è Cristo Gesù!
Gesù,
Parola di verità e vita,
oggi, ci insegna come
leggere, ascoltare,
interpretare e
attualizzare le
Scritture, con la
sapienza e alla luce del
Suo Vangelo, nella Sua
Persona, che è il pieno
e definitivo compimento
della “Legge e dei
Profeti”. Egli, infatti,
è la Parola definitiva
che rivela e compie
tutta la Volontà
salvifica del Padre, Dio
Creatore (Eb 1,1), che
lo ha mandato a dare
pieno e definitivo
compimento alla Legge e
non ad abolirla!
Gesù restituisce il
senso pieno ed autentico
alle normative della
Legge antica,
rivelandoci la Sua
pienezza nella relazione
nuova con Dio, che non
scaturisce dalle
pratiche meticolose ed
esteriori della Legge,
ma è fondata e motivata
dall’amore, che Dio, per
primo, nutre e manifesta
all’uomo.
La novità
apportata dal Vangelo di
Gesù, rispetto alla
Legge antica, ci fa
passare dall’osservanza
esteriore e sterile
della Legge, alla sua
feconda
interiorizzazione, quale
orientamento di
vita nuova, che si fonda
sulla ripristinata
relazione con Dio Padre,
mediante il Figlio, Sua
Sapienza e Suo
Rivelatore. Come ci deve
far cogliere e
realizzare quella
“giustizia maggiore”,
che Gesù richiede ai
Suoi discepoli, ai quali
chiede che la loro
giustizia deve superare
ed essere maggiore
di quella degli Scribi e
dei Farisei”!
La Liturgia della Parola,
oggi, ci invita a
comprendere e vivere la
“legge del Signore”,
nella Persona di Cristo
Gesù,
pieno
compimento delle
Scritture,
perché
Egli solo può
rivelarci e farci
conoscere il Progetto
salvifico del Padre
(Eb 1,1), quello che
Egli è venuto ad
annunciare e
testimoniare con la
Sua vita e a portarlo
a pieno e definitivo
compimento, con la Sua
morte e resurrezione.
Dio, infatti, non si
diverte a caricarci
di ordini perentori e
restrittivi, ma ce ne fa
dono perché per noi
l’essere giusti o
empi è questione
di vita o di morte, di
senso o di non senso, di
bene e di male, di
libertà e schiavitù, di
felicità o di
infelicità: “davanti a
noi stanno vita e morte,
bene e male: a ognuno
sarà dato ciò che
sceglierà e verso cui
tende la sua mano e
dirige il suo cuore. Dio
dona la Sua Legge
all’uomo, il quale, di
fronte ad Essa, resta
libero di scegliersi
una vita o una
morte, un senso pieno
(vita vitale e riuscita)
o il non senso (vita
mortificata e
fallita) (prima
Lettura).
Nel Vangelo,
Gesù ci offre la grazia
di una “maggiore
giustizia”, cioè, la
piena relazione con Dio,
che si realizza
instaurando più giuste e
più corrette relazioni
con gli altri: “più”
rispetto della vita, del
matrimonio
indissolubile, della
verità, delle giuste
relazioni umane, degli
altri e, perciò, di Dio.
La sapienza, che nel
primo Testamento è la
Legge stessa, nel
Vangelo risiede e
scaturisce dalla Croce
di Cristo: vera,
autentica ‘piena
sapienza’ è quella
di leggere, sotto
la guida dello Spirito
Santo, che ne conserva
l’iniziativa, la nostra
vita alla luce
del Crocifisso
Risorto (seconda
Lettura).
Tutto questo vuole
insegnarci Gesù:
Il compimento e la
pienezza della Legge è
il Comandamento
dell’amore. Paolo ci
dice che “chi ama il
suo simile ha adempiuto
la legge... Pieno
compimento della legge è
l’amore” (Rm
13,8-10). È Gesù stesso
a proclamare: “Chi
accoglie i miei
comandamenti e li
osserva, questi
mi ama”
(Gv 14,21). Paolo ci
dice chiaramente che
“Pieno compimento della
legge è l’amore” (Rm
13,8-10). La pienezza
della legge, dunque, è
nella “maggiore
giustizia”, l’amore, che
Gesù chiede a ciascuno
dei Suoi discepoli, è
fondata sulla nuova
relazione con Dio e
sull’amore fraterno.
La Parola di Dio
deve diventare luce
quotidiana, letizia di
ogni mattino e gioia per
ogni sera del tuo cuore,
perché la Parola nel
rivelarsi ci illumina e
dona la vera sapienza ai
semplici e ai puri e
retti di cuore. “Il
cuore” dell’uomo, inteso
come “totalità della
persona”, conta
davanti a Dio e non la
fredda e sterile
osservanza esteriore.
L’uomo che ascolta la
Parola l’accoglie come
dono e vi aderisce con
responsabilità e
rifuggendo da
un’osservanza sterile,
solo formale ed
esteriore. I
Comandamenti (La Legge),
infatti, non annullano
né limitano la nostra
libertà, ma, la
illuminano, la rendono
feconda e sapiente nello
scegliere il bene, la
sostengono e la guidano
a compierlo e a
raggiungere, così, “la
maggiore giustizia”, la
pienezza di vita e vera
beatitudine, anc
he,qui
in terra.
La libertà è scegliere
il bene, che il Creatore
ha posto nel nostro
cuore e, di conseguenza,
rinunciare al
male che ci insidia.
Siamo noi a decidere
quale strada percorrere
ogni giorno: quella che
produce male e conduce
alla morte o quella
radiosa del bene-amore
che ci realizza e rende
felici ora, in terra, e
beati per sempre, nel
cielo. Lo Spirito Santo
ci rivela la vera
sapienza da cercare,
accogliere e seguire: “La
Parola della Croce”’,
la vera Sapienza di
Dio, che ci rivela
il mistero del Suo amore
e della Sua salvezza.
La Legge del Signore
è dono, perciò, richiede
a ciascuno di noi
responsabilità nel
cercarla, custodirla e
osservarla “con tutto
il cuore” (Salmo)...
Ultimo
aggiornamento: 14/02/2026 - 10:39
Indirizzo email
posta@vivodiparoladidio.it