Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale, Paola 1 Agosto 2020
4a Domenica di Quaresima, 15 marzo 2026
Io sono la Luce del Mondo
Credo Signore
Gesù,
Luce che scende dall’alto, che ci è donata dal Padre, che penetra
nel nostro cuore e nella nostra vita, ci illumina, vivifica e ci fa
figli di Dio e ci salva attraverso la luce e gloria della Sua morte e
risurrezione. Gesù, luce che vince le tenebre, oggi, vede un uomo
cieco dalla nascita, gli ridona la vista e accende in lui la luce
della fede.
Il “vedere la luce”, nella Bibbia, significa vedere Dio! Possiamo,
ora, meglio comprendere come il nostro cammino di fede, speranza e
carità, non può fermarsi a tappe intermedie, non deve accontentarsi
dei traguardi provvisori, ma deve tendere verso l’intimità con il
Signore, Luce del mondo, che lo illumina e lo libera dalle tenebre che
lo avvolgono.
Oggi Gesù, Luce e Verità, ci
insegna come passare dalle tenebre del peccato, dall’incredulità e
durezza del cuore, alla Luce, che esige piena disponibilità, apertura
incondizionata alla grazia del lasciarsi guarire e perdonare.
Gesù vede la nostra cecità, si
commuove, ci guarisce, dialoga, suscita in ciascuno di noi la
meraviglia per quanto opera, con potenza e amore, ci fa vedere la
strada della vita e ci apre alla professione di fede (Vangelo).
Cristo, Luce del mondo, da tenebra che eravamo, ci ha resi “luce
del Signore” e, per questo, ci chiede di “svegliarci” e di uscire
dalle tenebre delle nostre iniquità, per comportarci da “figli della
luce” e portare i suoi frutti di “bontà, giustizia e verità” (seconda
Lettura).
La prima Lettura pone in contrapposizione il nostro modo di
pensare e di agire: mentre noi fondiamo le nostre scelte, tenendo
conto delle apparenze, il Signore, invece, guarda il cuore e sceglie e
consacra Davide a guidare il Suo popolo e, alla pienezza dei tempi,
manda il Figlio Suo, Pastore del Suo gregge, perché lo guidi e lo
conduca ai pascoli della vita eterna (Salmo).
Le ultime tre Domeniche di
Quaresima, prima delle Palme, attraverso le tre tappe rivelative del
Figlio dell’uomo (Gesù e la samaritana, Gesù che fa vedere il cieco
nato e Gesù che ridona la vita a Lazzaro), scandiscono i passaggi
necessari e le tappe fondamentali che conducono alla vita di fed
e,
con tre segni fondamentali: Domenica scorsa, fede e acqua; oggi, fede
e luce; Domenica prossima, fede e vita.
La “Domenica del cieco nato”
presenta Cristo come Luce del mondo. Il Vangelo interpella
ciascuno di noi: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. “Credo,
Signore!” (Gv 9,35.38), afferma con gioia il cieco nato, facendosi
voce di ogni credente. La guarigione del cieco nato è “il
segno” con cui Cristo risorto, insieme alla vista, vuole aprire il
nostro sguardo interiore, perché la nostra fede diventi sempre più
profonda e possiamo riconoscere in Lui l’unico nostro Salvatore, la
Luce che illumina e vince tutte le oscurità della nostra vita e ci
rende “figli di Dio” e “figli della luce”, chiamati ad
illuminare e attrarre i fratelli alla vera Luce senza tramonto:
Cristo Risorto.
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Ultimo aggiornamento: 13/03/2026 - 18:41
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