Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale, Paola 1 Agosto 2020
3a Domenica di Pasqua, 19 aprile 2026
Lo riconobbero nello spezzare e nel donare il pane
Lungo
il cammino della nostra vita, negli eventi dolorosi e
gioiosi della nostra storia, personale e comunitaria, nelle persone
che incontriamo nel nostro andare e nei segni da scrutare e
interpretare alla luce della Parola, dalla quale il nostro cuore deve
sempre lasciarsi ardere dal desiderio di aprirsi e lasciarsi
interpellare e illuminare, per poter riconoscere il Signore che
cammina ed è accanto a noi sempre, anche quando non lo vediamo e lo
sentiamo lontano, Egli ci ama sempre e, mai, si allontana da noi, e
anche quando siamo noi ad allontanarci da Lui, per intraprendere le
nostre strade, incerte e senza meta, Gesù Risorto si accompagna a noi,
ci interroga e chiarisce e completa le nostre incompiute risposte, ci
parla al cuore e con la Sua Parola ce lo fa ardere di gioiosa e
luminosa speranza pasquale, che si concretizza in fede viva, quando
Egli si fa conoscere e si presenta il Risorto. “nello spezzare il
Pane”. Anche oggi, Egli si fa presente in modo sacramentale, fa
ardere il nostro cuore nell’ascolto della Sua Parola, spezza il Suo
Corpo e versa il Suo Sangue per la salvezza di tutti noi, scelti ad
essere inseriti vitalmente nel Suo Corpo, che è la Sua Chiesa,
chiamata ad essere unanime, concorde e armonica
nella condivisione dei beni, nell’annunciare, testimoniare e
attualizzare “tutto” (touto) quello che Egli ha detto, ha
compiuto e ha realizzarlo, “in Sua memoria”, nel Suo nome e
come Egli ha detto e l’ha fatto. “Spezzare il pane”, gesto
denso di significati fin dalle prime Comunità cristiane, è segno della
comunione e della fraternità dei discepoli in/con Cristo Gesù,
che “spezza” il Suo Corpo e “perde” la Sua “integrità” per donarsi a
tutti noi, ricostruire l’unità “spezzata” e ristabilire la comunione.
Il Pane spezzato, per esser condiviso nella fraternità e
nell’eguaglianza, impegna i cristiani ad operarsi, in ogni modo e con
ogni mezzo, alla diffusione di una nuova civiltà dell’amore, della
solidarietà e della condivisione dei beni.
Gesù Risorto, nel Vangelo di
oggi, si accompagna e s’inserisce, con delicato amore, nella profonda
tristezza di due dei Suoi discepoli, che, delusi e amareggiati, sono
in cammino verso Emmaus, fanno ritorno alla vita passata. per
riaccendere la speranza nei loro cuori, che sono chiusi, perché “tardi
nel comprendere le Scritture, riscaldandoli e illuminandoli, con
la Sua Parola, e si fa riconoscere nel gesto sacrmentale dello
spezzare il pane, per essere condiviso e nutrirli e unirli di nuovo a
Lui. “Con loro camminava la Vita, ma nei loro cuori la vita non si
era ancora rinnovata”, commenta S. Agostino (Ser. 235,3).
Solo la Parola (Le Scritture)
può rivelare il Piano Salvifico di Dio sull’uomo, può farci
riconoscere il Risorto, può indicare la direzione e definire la meta
della propria esistenza, illuminare il dolore, la sofferenza e la
stessa morte, riunire la comunità dei Suoi impauriti, dispersi,
delusi e avviliti, donare loro la Sua pace e soffiare, in loro, lo
Spirito Santo, che li guiderà ad annunciare e testimoniare, con
efficacia e fedeltà, il Mistero pasquale.
Noi, i discepoli di Emmaus di oggi,
dobbiamo educarci a cercare e riconoscere il Risorto con la luce della
Sua Parola, che ci fa ardere il cuore; con gli occhi della fede, che
si lasciano “spalancare” dal gesto semplice ed umanissimo dello
spezzare, distribuire e condividere il Suo Pane. Anche noi,
continuiamo a dire: “Ci hanno detto che è Risorto”, ma “Noi
non l’abb
iamo
ancora visto”; abbiamo visto il sepolcro vuoto con le bende e il
sudario, ma “Lui non c’era”! “Noi speravamo che …”, ma,
“Lui non l’abbiamo visto”. Ed è Gesù in persona ad unirsi a
noi, per camminare insieme con noi: ci ascolta nei nostri dubbi e
lamenti, ci interroga, ci risponde, ricordandoci la Sua Parola, che ci
libera dalla tristezza e dall’avvilimento, guarisce e consola il
nostro cuore, riaccendendolo di speranza, facendolo ardere di amore,
che fa “spalancare” i nostri occhi, per poterlo riconoscere nello
“spezzare il pane,” aderire al Suo Mistero Pasquale, vivendolo nella
fedeltà e annunziandolo nella perseverante testimonianza.
Resta con noi, Signore, perché
si fa sera e il giorno è ormai al tramonto. Fai ardere sempre il
nostro cuore dal desiderio di Te, Sostiene le nostre gioie ed asciuga
le nostre lacrime. Sciogli i nostri dubbi e riempie di senso pieno i
nostri vuoti, con la grazia del Tuo amore e la luce di speranza che
scaturisci dalla Tua presenza e fondata sulla Tua Parola di verità, di
vita e di salvezza.
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Ultimo aggiornamento: 18/04/2026 - 06:33
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