Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale, Paola 1 Agosto 2020
11a Domenica Ordinaria, 14 giugno 2026
Gesù vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore
La
Missione di Gesù nasce dal “vedere” le folle che vagano senza
meta, “stanche e sfinite, come pecore che non hanno pastore”,
un gregge disperso, sbandato, senza unità, senza identità, perché
senza guida (cfr Ez 34,5s e Zc 11,16s). Nessuno si prende cura di
questo Popolo così, disorientato e disperato, sfinito e stanco! Ma, a
Gesù non può sfuggire tanta stanchezza e tanto abbattimento di quella
folla, così ridotta e combinata: ne prova turbamento profondo
(‘viscerale’) che lo scuote e lo addolora, si commuove davanti a tanta
miseria ed Egli stesso si assume la Missione, già predetta e voluta da
Dio, in Ez 34,11: “Ecco Io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò
cura”. In questa Sua missione Gesù vuole coinvolgere i discepoli,
invitandoli a pregare perché la Messe è abbondante e matura per la
mietitura, gli operai, però, sono pochi!
Vide
e si commosse: il Buon Pastore Gesù vede con gli
occhi e immediatamente sente con il cuore; vede un
gregge sfinito, perché è senza pastore e cammina senza meta,
senza conoscere la strada e consapevole di essersi perso e
sfinito e ancor di più dalla consapevolezza dell’inutilità
del proprio sforzo e fatica! Gesù “vede” tutto questo e
si commuove e prova per loro, un amore viscerale,
squisitamente e unicamente materno! Splangnìzomai:
sentire compassione, essere scosso nelle viscere, come
in Lc 15, il Padre “lo vide e commosso gli corse incontro”; in
Lc 10,33, il Samaritano “lo vide e ne ebbe compassione”; è “lo
star male” di Gesù davanti alla povera Vedova di Nain (lc
7,13): È amore viscerale e tenero di una madre.
Come il Maestro, Noi dobbiamo
saper “vedere” e non dobbiamo distogliere gli occhi
dalle folle disperate e disorientate, senza alcuna guida che se
ne prenda cura! Dobbiamo sentirne profonda e fraterna compassione,
farcene carico, com-patire insieme con loro e
dobbiamo spendere la vita per loro, come ha fatto Lui!
Nella Prima lettura, per mezzo del Suo profeta Mosè, il Signore
Dio propone ad Israele, liberato dalla schiavitù e condotto, “su
ali d’aquila”, fino al monte Sinai, per farlo “venire fino a
Lui”, una santa Alleanza, se, anzitutto, ascolterà la Sua voce e
a questa obbedirà, e, poi, se saprà custodire la Sua Alleanza, come
bene prezioso e sommo, “sarà per Lui una proprietà particolare, un
regno di sacerdoti e una nazione santa”. IL compito sacerdotale
affidato al Popolo consiste prima di tutto nell’ascoltare
la Parola del Signore e nell’ubbidire alla Sua voce per
custodire fedelmente la Sua Alleanza come preziosa ed
indispensabile. È con l’Alleanza, Israele incontra il Signore ed entra
in una speciale appartenenza con Lui: diventa “proprietà
particolare” del Signore, “regno di sacerdoti” e “nazione
santa”. Così, Dio offre al Popolo, liberato dalla schiavitù, una
vera e propria grazia, offrendogli la
possibilità
di una nuova e intima relazione con Lui. Tutti noi, attraverso il
Battesimo, dono d’immenso amore gratuito, siamo stati scelti ed eletti
da Dio ad essere un Suo tesoro personale (segullah), un Suo
Regno di sacerdoti e una Sua nazione santa’.
Paolo, nella seconda Lettura,
insiste sul “tratto” paradossale e, quasi, assurdo di quest’amore di
Dio per noi, “mentre noi eravamo ancora peccatori”, che
esprime, infatti, il massimo dell’amore divino e la nostra massima
indegnità. Questa speranza, dunque, non può mai finire perché fondata
dall’amore immenso e infinito, sacrificale e oblativo di Cristo Gesù,
che tanto ci ha amati da sacrificare Se stesso “per noi”, tutti
“deboli” e peccatori, obbedendo e, così, realizzando la volontà
salvifica del Padre, pietoso e misericordioso, che in Lui “ha
dimostrato” il Suo gratuito infinito e incondizionato amore per noi
tutti, quando eravamo tutti affossati nei nostri peccati. Morire per i
propri nemici e propri oppositori, è veramente il colmo dell’amore
incondizionato! Solo Dio, Amore e Misericordia, può amarci come ci ha
dimostrato nel sacrificare il Figlio per riconciliarci a Lui e
salvarci dal peccato e dalla morte.
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Ultimo aggiornamento: 14/06/2026 - 08:28
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