Santa Messa 50o Anniversario Sacerdozio Don Vincenzo Carnevale, Paola 1 Agosto 2020
Santissimo Corpo e Sangue du Cristo, 6 giugno 2026
Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue rimane in me ed io in lui e avrà la vita Eterna
Oggi
celebriamo l’intima relazione tra Eucaristia e Chiesa, tra il
Corpo del Signore e il Suo Corpo mistico. È l’Eucaristia, Corpo del
Signore, infatti, che fa nascere, fa vivere e fa crescere la Chiesa,
Suo Corpo mistico. È Cristo risorto, Pane spezzato e offerto, Vino
versato e dato per la vita del mondo, che fa di noi Suo Corpo. Si dona
a noi per insegnarci a donare noi stessi agli altri! Viene in Noi,
membra del Suo corpo, e non vuole trovarci divisi e gli uni contro gli
altri! Prima di sfamarci e nutrirci e di Pane di vita e
dissetarci e saziarci di Bevanda di salvezza, attraverso la Sua
Parola, il Risorto, come ha fatto con i discepoli di Emmaus, riscalda
il nostro cuore e illumina la nostra mente, per renderci sempre più
disponibili alla piena comunione con Lui e tra di noi. Dio ci parla e
ci dice perché ci dona il Pane della vita.
La Parola, oggi, prima di tutto,
ci chiede d’imparare la lezione del deserto, luogo della prova, ma,
anche dell’incontro e dell’Alleanza con Dio, che vuole farci capire
che quando siamo nelle prove, egli interviene non per umiliarci ma,
trasforma le prove in grazia per renderci più disponibili e per
aprirci ad accogliere il Suo amore e la Sua salvezza; vuole farci
scoprire ciò che abbiamo nel cuore e vuole muoverci a ricercare solo
ciò che veramente nutre e pienamente disseta (prima Lettura).
Nella seconda Lettura, ci ricorda che il Corpo e il Sangue, che
condividiamo da fratelli uniti e rappacificati, sono sorgente, radice,
fondamento, anima dell’unità e comunione tra tutte le membra del Suo
Corpo, che è la Chiesa. Nel Vangelo, ci chiede di accogliere e
nutrirci di Cristo, quale “Pane vivo disceso dal cielo”, di
credere in Lui per avere la salvezza e la vita eterna, “rimanendo in
Lui, che è in noi e vivendo per lui”. Il Salmo ci invita a adorare
il Signore e a rendergli gloria, per i doni di grazia che
fa scendere dal cielo tutti i giorni per superare ogni prova
che incontriamo nel deserto della nostra vita.
Dobbiamo avere e sentire fame e sete,
non solo di pane e di acqua, ma di quell’amore oblativo, che solo la
Persona di Cristo, Pane “vivo” e “vivente”, donato dal Padre, può
soddisfare e saziare questo essenziale “bisogno” di Dio, che ci ha
creati a Sua immagine e somiglianza, e, perciò, il nostro cuore avrà
sempre fame e sete di Lui, che solo la Persona del Figlio, Pane di
vita e Parola di verità, può soddisfare e appagare.
Gesù si auto rivela, “Io Sono”
e dichiara Se Stesso “pane vivo disceso dal cielo”, mandato e
donato a noi dal Padre, che ci nutre ogni giorno e ci guida e
sostiene nel nostro cammino, facendoci superare ogni prova che la
vita, come nel deserto, ci riserva, con la luce e la forza della Sua
Parola di verità e di vita. Dio, fedele alla Sua Alleanza, per
quarant’anni guida e conduce il Suo popolo, nonostante le sue
reiterate infedeltà, attraverso il deserto per farlo
entrare nella Terra promessa. Durante questo lungo cammino, Dio, nelle
diverse prove che ha dovuto affrontare, lo aveva educato ad
essere più umile e, perciò, più disponibile ad accogliere la Sua
iniziativa e farlo entrare nel Suo piano provvidenziale, quello di
essere nutrito con la manna del cielo e di essere dissetato con acqua,
fatta sgorgare dalla roccia durissima, perché fargli capire che non di
solo pane vive l’uomo, ma, della volontà di Dio, rivelata dalla Sua
Parola! È proprio nella mancanza di cibo e di acqua che Dio nutre e
disseta!
Un Solo Pane, Un Solo Corpo.
L’Eucaristia realizza l’Unità della Chiesa nel perenne Memoriale di
ciò che il Signore ha fatto e ci comanda di fare in Sua memoria.
Comunicare allo stesso Pane spezzato e allo stesso Calice ci chiede di
edificarci come Corpo di Cristo: la Comunione eucaristica deve
realizzare l’Unità e la Comunione ecclesiale! Non si dimentichi che
partecipare al pasto comune, il passarsi lo stesso boccone di pane e
il bere allo stesso bicchiere sono gesti che si compiono solo con i
più vicini e tra intimi! Il pane e il vino, così
condivisi, generano e ‘formano’ (danno forma) la
Comunità dei credenti, la Chiesa che trova e fonda
la sua unità, lasciandosi unire a Cristo che ci unisce tra di
noi facendoci Suo corpo. Inoltre, il pane
che
mangiamo insieme e il vino che beviamo in fraternità,
oltre a creare unità, ci trasformano in persone di comunione
che, giorno dopo giorno, sono impegnate e mandate a costruire unità
e fraternità.
Dalla Parola Vivente, che si fa,
“per noi”, Pane di vita, dobbiamo imparare che l’uomo non può
essere appagato e dissetato dal suo benessere materiale, ma, dal Pane
e dalla Parola che gli vengono dati dal cielo e dall’Acqua
della vita, il Sangue, che sgorga dalla Roccia Viva e Vivente che è
Cristo. La fame e la sete di infinito, non possono
essere saziate con cibo non nutriente e con acqua qualunque,
ma, dal Pane del cielo e dell’Acqua che sgorga da Cristo e che sazia
in sovrabbondanza e disseta pienamente. Di tutto questo
"Ricordati” e tutto questo non dimenticarti"! Il
“Noi siamo ciò che mangiamo” di
Feuerbach, risulta affermazione, almeno, eccessiva, perchè è
impossibile far coincidere l’essere con il mangiare, ma, esprime bene
il fatto che per vivere bisogna nutrirsi! Sul piano teologico, poi,
“il mangiare” il Pane della Vita, Corpo Risorto di Cristo,
contrariamente a quanto avviene in natura, dove è colui che si nutre a
trasformare in energie, assimilando parte di ciò mangia,
nell’Eucaristia, è Colui che si fa mangiare ad assimilarci a Lui.
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Ultimo aggiornamento: 07/06/2026 - 09:28
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